Con Papa Francesco per vincere l'indifferenza

I ragazzi di Reggio Calabria in Piazza San PietroGli operatori del Servizio Civile Caritas a Roma per la festa di San Massimiliano
Il 12 Marzo scorso siamo scesi in piazza accolti da queste parole: “Cari giovani, imparate da lui a difendere i valori in cui credete”: è così che il nostro Papa ha richiamato alle nostre menti, dedicandogli questa giornata, la figura del primo obiettore di coscienza, San Massimiliano di Tebessa.
È stato davvero emozionante poter essere lì quel giorno, vedere Papa Francesco da vicino, ascoltare le sue parole così cariche di significato. Ripensandoci, ancora ci vengono i brividi, ha saputo toccare i nostri cuori ed ha messo in luce il vero significato del servizio: “L’amore è il servizio concreto che rendiamo gli uni agli altri. L’amore non sono solo parole, sono opere e servizio; un servizio umile fatto nel silenzio e nel nascondimento”.


“Vinci l’indifferenza e conquista la pace”: è questo lo slogan che ha fatto da stella polare per tutto l’incontro e, in particolare, durante il convegno pomeridiano, tenutosi presso la Chiesa di San Gregorio VII. In questa occasione ci è stata data la possibilità di ascoltare diverse testimonianze di volontari che hanno fatto del servizio la loro vita e di giovani in Servizio Civile in Italia e all’estero che hanno catturato la nostra attenzione, poiché per un attimo ci siamo proiettati verso nuove realtà di Servizio Civile. Siamo rimasti colpiti nel comprendere che, nonostante le distanze spaziali e culturali, la grande casa del Servizio Civile poggia sempre sui pilastri della solidarietà e della pace.
La testimonianza che ha provocato in noi il “prurito dell’anima” è stata quella di Suor Michela Marchetti: “Possiamo essere giovani che si lamentano della propria vita oppure giovani che vivono la propria vita e si sporcano le mani per costruire, nel nostro piccolo, un mondo migliore”. Da questa riflessione ci siamo resi conto che spesso ci lamentiamo delle nostre giornate, invece di “prendere in mano la nostra vita e farne un capolavoro”.
La domanda che ci ha accompagnato è stata “Come si può vincere l’indifferenza?”: secondo il nostro punto di vista, l’indifferenza si vince accorgendosi dell’altro, provando a trarne il buono, educando al dialogo, perché l’essere umano ha un valore in quanto specchio e riflesso dell’immagine di Dio. Dobbiamo spogliarci dei nostri limiti e indossare l’abito dell’accoglienza per poter abbracciare un cuore bisognoso che desidera di essere ascoltato.
A conclusione della nostra permanenza romana, abbiamo attraversato la Porta Santa tutti insieme, passaggio che ha arricchito questa esperienza. Varcandola, infatti, ciascuno di noi ha potuto sperimentare concretamente il perdono di Dio, sentendosi accolto tra le braccia amorevoli del Padre e, allo stesso tempo, ci siamo donati l’un l’altro nella nostra “povertà”, valorizzando uno dei cardini del Servizio Civile: la vita comunitaria.
La storia di San Massimiliano, le persone che abbiamo conosciuto, i poveri che incontriamo ogni giorno nelle nostre sedi, ci saranno di esempio e da guida per rafforzare il nostro impegno di pace e di costruzione del bene comune secondo il disegno di Dio nostro Padre.
I Giovani in Servizio Civile presso la Caritas diocesana di Reggio Calabria/Bova

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