Cucullaro, cantiere in fermento

La casa di Cucullaro a Santo StefanoAl soggiorno «San Paolo» sono state scritte pagine intense della storia diocesana. Inizia una nuova primavera dello stabile
Ricordi, accoglienza e preghiera. Il soggiorno “San Paolo” di Cucullaro è stata la «casa» di quanti, durante la stagione estiva, hanno scelto di intraprendere delle ferie «alternative», assorti nel silenzio dell’Aspromonte, abbracciati dai sentimenti genuini del volontariato e del discernimento. 


Un luogo «protetto» che merita, perciò, la giusta cura rispetto all’incedere del tempo che, oltre a sommare le memorie delle esperienze, segna la necessità di un adeguamento infrastrutturale, soprattutto in un’ottica di ottimizzazione di una risorsa unica nel suo genere in Calabria. Campi–estivi dei ragazzi e soggiorni sociali con le case accoglienza ed i meno indigenti del territorio. Vale la pena ricordare come il “San Paolo” è stato anche un centro di solidarietà concreta: per gli appuntamenti estivi della Caritas, la diocesi lo ha sempre reso disponibile in modo totalmente gratuito, gestendo con le proprie risorse i costi relativi ai canoni di luce, acqua e gas. Un posto dove «nessuno escluso mai», per citare don Italo Calabrò, e che adesso tutti gli ospiti ritroveranno in una struttura, in gran parte, rinnovata e pronta ad attenderli.
Il refettorio di CucullaroA partire dal luogo conviviale per eccellenza: il refettorio, se di primo acchito tradisce un po’ le emozioni rispetto alle vecchie foto, addentrandosi si riscopre come un ambiente vivibile, riscaldato da lampade termiche e dalle nuove finestre in alluminio a taglio termico, cambiate in gran parte della casa, e rispondenti alla normativa vigente, con nuovi tavoli e nuove sedie in legno massello. Se il refettorio è completamente migliorato, l’investimento – sino ad oggi – più importante è stato fatto per la cucina industriale che dal seminterrato è stata spostata al piano rialzato nei locali adiacenti il refettorio. Una scelta dettata dalla messa in sicurezza dell’impianto Gpl che ha permesso di differire la zona della cucina del «fresco» (ossia gli alimenti e la cottura) rispetto alla catena del lavaggio, che permette un’ulteriore salto in avanti in termini di igiene generale dei luoghi «sensibili». Sempre nel piano rialzato, vale la pena evidenziare la costruzione del primo bagno per disabili. La struttura sta assumendo un design interno che accolga le persone con disabilità, dal montascale per carrozine agli ascensori, fino agli scivoli per gli ingressi dall’esterno. Inoltre, sono stati sostituiti tutti i quadri elettrici, resi a norma, nonché la colonna portante del sistema idrico. Un investimento poco visibile, ma che ingenera un nuovo utilizzo delle fonti energetiche, in modo intelligente e senza sprechi economici e pericoli per gli ospiti. Nei corridoi e nelle scale sono state installete le porte Rei per la compartimentazione delle zone, così come il portone di ingresso lato monte è stato cambiato. Una curiosità: la cappella pure ha avuto un primo restyling che traccia la direzione applicata dall’Arcidiocesi rispetto ai lavori. Il nuovo portone al posto dello storico in ferro è di legno ed è opera di un riuso intelligente di un infisso che era stato abbandonato in una parrocchia. Non solo un gesto simbolico, ma anche un risparmio del 50% rispetto al costo stimato di un nuovo portone di meno valore. Risparmio attuato anche rispetto all’impianto di riscaldamento: ad oggi, trentatré stanze su trentotto totali, sono termo–riscaldate permettendo anche un uso invernale della struttura. In alcuni piani, laddove l’impianto esistente era a norma, è stato reso funzionale alle ultime direttive in materia. In altri, come il piano rialzato e la mansarda, sono state utilizzate delle lampade termiche da 500 watt ciascuna. Un investimento innovativo, ma non solo. Al fronte di un’attività strutturale (tra cui opere murarie ed impianti) relativi al riscaldamento a gas per un totale stimato di circa ventimila euro, sono stati spesi «solo» 2.500 euro, ottenendo la stessa resa e meno spreco visti i tempi di reazione dell’impianto elettrico installato. Alcuni locali sono stati rivisitati come la sala Tv, completamente ristrutturata, ed il bar. Novità importanti anche rispetto ai piani dedicati alle stanze: i rivestimenti, i pavimenti e le illuminazioni sono stati tutti cambiati, così come le porte, adesso antincendio ed in noce, e le finestre a norma al posto di quelle in acciaio, molto pericolose per gli ospiti. Stanze «calde» ed accoglienti, tutte servite da bagno in camera. Un percorso iniziato che ha aumentato, di molto, la sicurezza percepita dei locali, nonché avviando una seria riqualificazione di un ambiente da sempre familiare alle parrocchie ed ai gruppi della diocesi di Reggio Calabria – Bova. Il tutto realizzato grazie alle offerte ricevute dall’Arcivescovo, nelle messe officiate nelle parrocchie oppure come liberalità da parte dei fedeli.

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